Camera di Commercio di Pesaro-Urbino
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Imballaggi preconfezionati

 

Obiettivi

Un prodotto è preimballato quando è preconfezionato in assenza dell'acquirente, in un imballaggio di tipo qualsiasi, che lo racchiuda totalmente o parzialmente in modo tale che qualsiasi modificazione della quantità di prodotto così racchiusa non possa essere realizzata senza che sia rilevabile, o senza aprire o alterare palesemente l'imballaggio.

Pertanto un prodotto è preconfezionato quando:

  • è contenuto in un imballaggio di qualsiasi tipo
  • chiuso in assenza dell’acquirente
  • preparato in modo che la quantità del prodotto in esso contenuta abbia un valore prefissato e quindi sempre uguale
  • non possa essere modificata la quantità senza aprire o alterare palesemente l’imballaggio stesso

Può essere considerato una valida alternativa alla sigillatura qualsiasi sistema di chiusura autodistruggente all'atto dell'apertura dell'involucro o del contenitore.

Per imballaggio preconfezionato o preimballaggio si intende l'insieme di un prodotto e dell'imballaggio individuale nel quale esso è preimballato.

La disciplina metrologica degli imballaggi preconfezionati si applica ai prodotti destinati alla vendita al consumatore finale, non si applica pertanto agli imballaggi preconfezionati destinati esclusivamente ad usi professionali.

La normativa del settore si articolata in due gruppi principali:

  • normativa comunitaria, che prevede l’apposizione del marchio comunitario,
    è finalizzata a garantire la libera circolazione dei prodotti all’interno del territorio dell’Unione Europea, fissando una serie di requisiti e standard comuni ed i relativi metodi di controllo.
    Si può applicare agli imballaggi preconfezionati con massa compresa tra 5 g e 10 kg o volume compreso tra 5 ml e 10 l.
  • normativa nazionale, molto simile nei contenuti e nelle procedure a quella comunitaria, ma a differenza di quella, rivolta solamente ai prodotti destinati al mercato nazionale e senza limitazione di peso e volume.

La normativa fissa una serie di principi e di requisiti, sostanzialmente omogenei per tutti i gruppi di norme sopra citati, in base ai quali un imballaggio preconfezionato può essere ritenuto conforme alle relative disposizioni di legge, principalmente per quanto riguarda la conformità del contenuto effettivo con quello nominale.

Il preconfezionamento può avvenire:

  • in massa, in questo caso la quantità nominale verrà espressa in g o kg;
  • in volume, in questo caso la quantità nominale verrà espressa in ml, cl o l.

 

Terminologia e tolleranze

Terminologia

  • contenuto nominale (in massa o in volume) di un imballaggio preconfezionato: il contenuto indicato sull’imballaggio, corrispondente alla quantità di prodotto che si ritiene debba contenere;
  • contenuto effettivo: la quantità, in termini di massa o volume, di prodotto che esso contiene realmente;

Nota: per i prodotti la cui quantità è espressa in unità di volume, nelle operazioni di controllo il valore del contenuto effettivo preso in considerazione è quello alla temperatura di riferimento di 20 gradi Celsius, indipendentemente dalla temperatura alla quale sono stati eseguiti il riempimento o il controllo; questa disposizione non si applica ai prodotti surgelati la cui quantità è espressa in unità di volume;

  • lotto: si intende per lotto, in sede di controllo presso il fabbricante, “l’insieme degli imballaggi preconfezionati dello stessa quantità nominale, dello stesso modello e della stessa fabbricazione, riempiti nello stesso luogo” (generalmente viene assunto pari alla produzione massima oraria della catena di riempimento);
  • contenuto minimo tollerato: è il valore che si ottiene sottraendo dalla quantità nominale di un imballaggio preconfezionato il corrispondente errore massimo tollerato, previsto dalla normativa;
  • imballaggi preconfezionati difettosi: i singoli elementi del lotto, il cui contenuto effettivo sia inferiore al contenuto minimo tollerato.

Tolleranze

ll contenuto nominale indicato sugli imballaggi preconfezionati deve corrispondere al contenuto effettivo, entro le tolleranze stabilite dalle normative predette per le singole categorie di prodotti, in base ai seguenti criteri:

  • il rispetto dei valori di tolleranza fissati dalla normativa viene determinato non soltanto con riferimento al singolo imballaggio preconfezionato, ma all’intero lotto produttivo;
  • il contenuto effettivo degli imballaggi preconfezionati non deve essere inferiore, in media, alla quantità nominale;
  • in base alla consistenza numerica del lotto, il numero degli eventuali imballaggi preconfezionati difettosi non deve essere superiore a dei valori fissati dalla normativa (c.d. criteri di accettazione/rifiuto);
  • nessuno degli imballaggi preconfezionati difettosi può presentare un errore in meno (differenza tra quantità nominale e contenuto effettivo), superiore a due volte la tolleranza ammessa (tali prodotti sono considerati non commerciabili).

La normativa di riferimento riporta le tabelle con le tolleranze ammesse nel confezionamento di imballaggi preconfezionati.

Obblighi per il riempimento

Gli obblighi del produttore per soddisfare i requisiti previsti dalla normativa sono:

  • Il produttore, ovvero l’importatore di imballaggi preconfezionati di tipo comunitazrio deve anzitutto verificare se il prodotto di interesse rientri fra quelli i cui valori consentiti;
  • Il produttore stesso deve quindi garantire che il contenuto effettivo degli stessi corrisponda alla quantità nominale, entro le tolleranze e secondo i criteri previsti. A tal fine la normativa prevede che il contenuto effettivo deve essere misurato oppure controllato, sotto la responsabilità di chi effettua il riempimento ovvero dell’importatore (nel caso di imballaggi preconfezionati provenienti da paesi terzi rispetto all’Unione Europea);
  • L’importatore, anziché effettuare egli stesso la misurazione o il controllo, può dimostrare di essersi premunito di tutte le garanzie necessarie ad assicurare la conformità degli imballaggi preconfezionati (ad es. può esibire la documentazione relativa a controlli effettuati presso il produttore nel paese di origine).
  • La misurazione o il controllo devono essere effettuati (in termini di massa o volume) mediante uno strumento di misura di tipo legale.

In pratica si opera nel rispetto della normativa se:

  • la quantità effettiva viene misurata manualmente, all’atto del riempimento di ogni singolo imballaggio preconfezionato, con uno strumento di tipo legale (strumento omologato e verificazione periodica in corso di validità); questa modalità è applicabile ovviamente nel solo caso di produzioni in piccole quantità, di solito a carattere artigianale;
  • nel caso di produzioni in serie, realizzate mediante confezionamento meccanico degli imballaggi preconfezionati, il produttore o importatore adotta un idoneo sistema di controllo (per campionamento) il quale può essere basato sul metodo di controllo statistico previsto dalla normativa ovvero su modalità diverse, riconosciute idonee dal Ministero dello Sviluppo Economico. In particolare sono considerati idonei, a tal fine, i metodi di controllo mediante campionamento statistico previsti da norme tecniche di unificazione (norme ISO–EN-UNI), scelte con riferimento alle caratteristiche degli impianti produttivi interessati ed alle proprietà dei prodotti preconfezionati;
  • per gli imballaggi preconfezionati che seguono la normativa nazionale, le relative norme specificano anche quali caratteristiche (divisione minima) debbano avere gli strumenti per pesare utilizzati a fini di controllo, e prevedono inoltre l’eventuale obbligo per il fabbricante, in relazione alle caratteristiche dello strumento utilizzato per il riempimento, di inserire nella catena di confezionamento una selezionatrice ponderale;
  • il produttore/importatore deve registrare i risultati dei controlli effettuati, conservando e tenendo a disposizione i relativi documenti, per attestare che i controlli stessi e le relative correzioni o aggiustamenti sono stati eseguiti in modo corretto;
  • i produttori e gli importatori di imballaggi preconfezionati che seguono la normativa nazionale sugli imballaggi preconfezionati hanno l'obbligo di comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico, anche per il tramite dell'ufficio metrico territorialmente competente, il codice secondo cui sarà formata la sigla identificativa del lotto produttivo. Tale comunicazione dovrà essere resa prima dell'inizio della produzione o dell'importazione;
  • gli imballaggi preconfezionati in volume (cl o l) possono essere utilizzate per il riempimento:
    - strumenti volumetrici omologati;
    - recipienti-misura.

Per recipienti – misura dei recipienti (bottiglie) di vetro o altro materiale con caratteristiche di rigidità e stabilità analoghe, che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • sono predisposti per una chiusura ermetica e destinati al deposito, trasporto o fornitura di liquidi;
  • capacità nominale superiore o uguale a 5 ml e non superiore a 10 litri;
  • hanno qualità metrologiche (caratteristiche costruttive e regolarità di fabbricazione) che consentono, quando siano riempiti ad un dato livello o ad una data percentuale della loro capacità raso bordo, di misurarne il contenuto con sufficiente precisione.
  • tali recipienti, soggetti ad approvazione da parte del Ministero competente, sono muniti di appositi contrassegni e quindi facilmente riconoscibili.

Le bottiglie recipienti-misura devono essere utilizzate secondo le modalità per cui sono state approvate e fabbricate. Per esempio, una bottiglia da 75 centilitri, costruita in modo che tale volume corrisponda esattamente ad un riempimento fino a 7 cm dall’imboccatura (o raso bordo), può essere utilizzata solo per tale volume, con la modalità suddetta.
Per l’utilizzo dei recipienti-misura si veda l’apposita guida WELMEC.

Obblighi per l’etichettatura

Iscrizioni

Il produttore deve osservare alcune regole per quanto riguarda le iscrizioni metrologiche da riportare sugli imballaggi preconfezionati:

  • l’indicazione della loro massa o volume, espressa, rispettivamente in chilogrammi o grammi ed in litri, centilitri o millilitri; il valore numerico deve essere seguito dal simbolo dell'unità di misura usata o dal suo nome per esteso, secondo le relative prescrizioni. Vedere anche la pagina sulle unità di misura legali;
  • le cifre relative alle suddette iscrizioni devono avere le dimensioni seguenti, in relazione alla quantità nominale del contenuto:
    ◦ per una quantità nominale fino a 50 grammi o millilitri l'altezza minima è di 2 millimetri,
    ◦ oltre 50 e fino a 200 incluso è di 3 millimetri,
    ◦ oltre 200 e fino a 1000 incluso è di 4 millimetri,
    ◦ oltre 1000 è di 6 millimetri;
  • le iscrizioni relative alla quantità nominale devono essere indelebili, ben leggibili e visibili nelle condizioni usuali di presentazione dell'imballaggio preconfezionato e comunque nello stesso campo visivo del nome del prodotto;
  • è vietato accompagnare l’iscrizione relativa alla quantità nominale con indicazioni comportanti imprecisioni o ambiguità, quali “circa” o altri termini analoghi.
  • gli imballaggi preconfezionati devono riportare un marchio o una iscrizione che permetta di identificare il soggetto che ha effettuato o fatto effettuare il riempimento, oppure, nel caso di imballaggi preconfezionati provenienti da paesi terzi, l’importatore stabilito nell’Unione Europea.

Marchio CEE

Il marchio CEE da riportare sugli imballaggi preconfezionati conformi alle relative norme, è costituito dalla lettera minuscola "e"

Marchio CE

  • Il simbolo “e” deve corrispondere esattamente a quello indicato nell’allegato I del D.M. 05.08.1976;
  • Il simbolo “e” non deve alterare le caratteristiche dell’imballaggio e quelle del prodotto confezionato;
  • Il simbolo “e” deve avere una altezza minima di 3 mm;
  • Il simbolo “e” deve essere collocato nello stesso campo visivo dell’indicazione della quantità nominale;
  • È vietato l’apposizione di contrassegni che potrebbero generare confusione sul mercato con il marchio “e”.

Si consulti anche la guida realizzata dalla Camera di Commercio di Milano.

Compiti dell’Ufficio Metrico

L’Ufficio metrico è incaricato della sorveglianza presso le imprese produttrici, importatori e distributori:

  • sulle quantità effettive contenute nei singoli imballaggi preconfezionati;
  • sulle iscrizioni relative;
  • sulle registrazioni del campionamento statistico;
  • sugli strumenti usati per il controllo degli imballaggi preconfezionati.
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