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Riepilogo sanzioni attività soggette a SCIA

Riepilogo sanzioni attività soggette a SCIA

Le attività soggette a regime di Segnalazione Certificata di Inizio Attività sono soggette a sanzioni sia di carattere disciplinare per quanto attiene il mancato rispetto dei doveri ed obblighi professionali che a sanzioni amministrative o penali per l'esercizio abusivo o altre irregolarità.

Impiantistica

Alle  violazioni degli  obblighi derivanti dall'articolo 7 del D.M. 37/2008 in materia di dichiarazione di conformità, si  applicano le  sanzioni amministrative da euro 100,00 ad  euro 1.000,00 con riferimento all'entità e complessità dell'impianto,  al  grado  di pericolosità ed alle altre circostanze obiettive e soggettive della violazione.

Alle  violazioni  degli  altri  obblighi derivanti dal D.M. 37/2008  si  applicano le sanzioni amministrative da euro 1.000,00 ad euro  10.000,00 con   riferimento   all'entità e complessità dell'impianto, al  grado di pericolosità ed alle altre circostanze obiettive e soggettive della violazione.

Le  violazioni comunque accertate, anche attraverso verifica, a carico  delle  imprese  installatrici, sono comunicate alla Camera di commercio, industria,  artigianato  e  agricoltura competente  per territorio, che provvede all'annotazione nell'albo provinciale delle imprese  artigiane  o  nel  registro  delle  imprese in cui l'impresa inadempiente risulta iscritta, mediante apposito verbale.

La  violazione  reiterata  tre  volte delle norme relative alla sicurezza  degli  impianti  da parte delle imprese abilitate comporta altresì,  in casi di particolare gravità, la sospensione temporanea dell'iscrizione delle  medesime imprese dal registro delle imprese o dall'albo  provinciale  delle  imprese  artigiane,  su  proposta  dei soggetti   accertatori   e   su   giudizio   delle   commissioni  che sovrintendono alla tenuta dei registri e degli albi.

Alla  terza violazione delle norme riguardanti la progettazione ed i  collaudi,  i  soggetti  accertatori  propongono  agli  ordini professionali  provvedimenti disciplinari a carico dei professionisti iscritti nei rispettivi albi.

All'irrogazione  delle  sanzioni  provvedono   le  Camere  di  commercio,  industria,  artigianato  ed agricoltura.

Autoriparazione

L'esercizio dell'attività di autoriparazione da  parte  di  una impresa non iscritta nel Registro delle Imprese è punito con  la sanzione amministrativa del  pagamento  di  una  somma  da  euro   5.164,00 a euro 15.493,00 e con la confisca delle attrezzature e delle  strumentazioni utilizzate per l'attività illecita.

L'esercizio da  parte  di  una  impresa,  di   attività   di autoriparazione  diversa da quella per la quale l'impresa  è abilitata è punito, salvo  il  caso  di  operazioni  strettamente  strumentali  o  accessorie  rispetto  all'attività  principale,  con  la  sanzione amministrativa del pagamento di una somma  da  euro  2.582,00 a euro 7.745,00 e con la confisca  delle  attrezzature  e  delle strumentazioni utilizzate per l'attività illecita.

Il proprietario o possessore del veicolo che non si avvale di impresa in possesso di requisiti per la riparazione dello stesso, è soggetto ad una sanzione amministrativa da euro 51,00 a euro 258,00.

Pulizia

Qualora l'impresa di pulizia:

  • eserciti le attività di cui alla legge 82/1994 senza essere iscritta nel registro delle imprese o nell'albo provinciale delle imprese artigiane;
  • eserciti le attività di cui alla legge 82/1994  nonostante l'avvenuta sospensione, ovvero dopo la cancellazione;
  • affidi lo svolgimento delle attività di cui alla legge 82/1994 ad imprese che versino nelle situazioni sanzionabili di cui ai punti precedenti


il titolare dell'impresa individuale, l'institore preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una sua sede, tutti i soci in caso di società in nome collettivo, i soci accomandatari in caso di società in accomandita semplice o per azioni, ovvero gli amministratori in ogni altro tipo di società, ivi comprese le cooperative, sono puniti con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da euro 103,00 ad euro 516,00.

A chiunque stipuli contratti per lo svolgimento di attività di pulizia di cui alla legge 82/1994, o comunque si avvalga di tali attività a titolo oneroso, con imprese di pulizia non iscritte o cancellate dal registro delle imprese o dall'albo provinciale delle imprese artigiane o la cui iscrizione sia stata sospesa, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 516,00 ad euro 1.032,00.
Qualora tali contratti siano stipulati da imprese o enti pubblici, ai medesimi si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.164,00 ad euro 25.822,00.

I contratti stipulati con imprese di pulizia non iscritte o cancellate dal registro delle imprese o dall'albo provinciale delle imprese artigiane, o la cui iscrizione sia stata sospesa, sono nulli.

Facchinaggio

Qualora un’impresa:

  • svolga le attività di cui al D.I. 221/2003 senza l’iscrizione dell’impresa nel Registro delle Imprese o nell’Albo delle imprese artigiane;
  • svolga le attività di cui al D.I. 221/2003 nonostante l’avvenuta sospensione;
  • svolga le attività di cui al D.I. 221/2003 dopo la cancellazione;
  • affidi lo svolgimento delle attività di facchinaggio ad imprese che versano nelle situazioni sanzionabili di cui ai punti precedenti;
  • stipuli un contratto di importo annuale superiore a quello corrispondente alla fascia in cui e' inserita

al titolare dell'impresa individuale, all'institore preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una sua sede, a tutti i soci in caso di società in nome collettivo, ai soci accomandatari in caso di società in  accomandita semplice o per azioni, ovvero agli amministratori in ogni altro tipo di società, ivi comprese le cooperative si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 ad euro 1.000.

Nel caso di:

  • mancata presentazione dell’elenco dei servizi relativo al periodo di riferimento della fascia nei termini prescritti;
  • mancata comunicazione della variazione negativa della fascia di classificazione nei termini prescritti

al titolare di impresa individuale, all'institore preposto ad essa o ad un suo ramo o ad una sua sede, o agli amministratori nel caso di società, ivi comprese le cooperative si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200 ad euro 1.000.

Chiunque stipula contratti per lo svolgimento di attività di facchinaggio o comunque si avvale di tali attività a titolo oneroso, con imprese di facchinaggio non iscritte o cancellate dal registro delle imprese o dall'albo provinciale delle imprese artigiane, o con iscrizione sospesa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 ad euro 2.500.
Se i contratti sono stipulati da imprese o enti pubblici, ai medesimi si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 ad euro 25.000.

I contratti stipulati con imprese di facchinaggio non iscritte o cancellate dal registro delle imprese o dall'albo provinciale delle imprese artigiane, sono nulli.

Mediatori

Provvedimenti disciplinari

Il mediatore che viola i suoi doveri e manca a qualcuno degli obblighi che la legge gli impone per la sua attività è soggetto alle seguenti sanzioni disciplinari:
- sospensione
- cancellazione
- radiazione.

I procedimenti disciplinari sono previsti dagli artt. 19 e 20 del DM 21/12/1990 n. 452 e si concludono con un provvedimento che, soppressi i ruoli,  ai sensi dell'art. art. 73 comma 6 D.lgs 59/2010 e dell' art. 9 del DM 26/10/2011,  sarà di sospensione dell'attività, cancellazione dell'impresa o inibizione perpetua dell'attività. Il provvedimento viene annotato ed iscritto per estratto nel REA.

Sono altresì iscritti ed annotati per estratto nel REA i provvedimenti amministrativi e penali a carico del mediatore previsti dall'art. 3, comma 4 del DM 21/12/1990 n. 452.

La cancellazione è disposta per:

- perdita requisiti professionali o di onorabilità;
- incompatibilità.

La radiazione/inibizione perpetua dell'attività è disposta nei seguenti casi:

- mediatore che abbia turbato gravemente il normale andamento del mercato;
- mediatore che nel periodo di sospensione inflittagli, compia atti inerenti il suo ufficio;
- mediatore a cui sia stata irrogata per tre volte la misura della sospensione.

La sospensione è inflitta per un periodo non superiore a 6 mesi nei casi meno gravi di  turbativa del mercato e nei casi di irregolarità accertate nell'esercizio della attività della mediazione. Nel caso di assunzione della qualità di imputato per uno dei delitti indicati alla lettera f) dell'art. 2 comma 3 della L. 39/1989, può essere disposta fino al termine del giudizio nei suoi confronti.

L'adozione dei provvedimenti disciplinari è preceduta dalla citazione dell'interessato a comparire davanti alla Giunta camerale.

Avverso i provvedimenti inibitori di avvio o di prosecuzione dell'attività, è ammesso ricorso gerarchico al Ministero dello Sviluppo Economico.

Il mediatore cancellato può essere nuovamente iscritto, purchè provi il venir meno della causa che ne aveva determinato la cancellazione.

Sanzioni

Fatte salve le sanzioni disciplinari, il mediatore che si avvale di moduli e formulari per l'esercizio della propria attività, senza aver effettuato il preventivo deposito, è punito con la sanzione amministrativa di 516,00 euro. Se il mediatore si avvale di moduli o formulari diversi da quelli depositati è punito con la sanzione di 1549,00 euro.

Chi, infine,  esercita l'attività di mediazione senza essere iscritto al registro delle imprese è punito, ai sensi dell'art. 8 della Legge 3/2/1989 n. 39,  con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma compresa fra 7.500,00 e 15.000,00 euro ed è tenuto alla restituzione alle parti contraenti delle provvigione percepite.

A coloro che siano incorsi per tre volte nella sanzione per esercizio abusivo (svolgimento dell'attività in assenza di iscrizione al registro delle imprese), anche se vi è stato pagamento con effetto liberatorio, si applicano le pene previste dall'art. 348 c.p., nonchè l'art. 2231 c.c.

 

Agenti e Rappresentanti

Provvedimenti disciplinari

Viene adottato il provvedimento di cancellazione dell'agente/rappresentante nei seguenti casi:
- perdita requisiti professionali o di onorabilità;
- incompatibilità;
- interdizione o inabilitazione legale.

Il provvedimento viene adottato ai sensi dell'art. 7 della Legge 204/1985, dopo aver sentito l'agente/rappresentante e, ai sensi dell'art. 8 del DM  26/10/2011 e dell'art. 74 comma 6 del D.lgs 59/2010, annotato ed iscritto per estratto nel REA.

Avverso il provvedimento inibitorio di avvio o di prosecuzione dell'attività è ammesso ricorso gerarchico al Ministero dello Sviluppo Economico.

Sanzioni

E'  fatto divieto a chi non è iscritto nel registro delle imprese di esercitare l'attività di agente o rappresentante di commercio.
Chiunque contravviene alle disposizione della Legge 204/1985 è punito con la sazione amministrativa del pagamento di una somma compresa tra 516,00 e 2065,00 euro.

 

Spedizionieri

Provvedimenti disciplinari

Allo spedizionieri possono essere inflitte, a norma dell'art. 11 della Legge. n. 6 del 14/11/1941, le seguenti sanzioni disciplinari:

- censura, che si applica per lievi mancanze commesse dall'iscritto nell'esercizio professionale o per lievi infrazioni nei riguardi dei rapporti di lavoro;
- pagamento di una somma di denaro fino a un massimo di 5,00 euro, da destinarsi alle opere assistenziali della provincia in cui si trova l'azienda; la misura si applica agli iscritti che siano incorsi più di tre volte nel provvedimento di censura e che siano risultati colpevoli di fatti più gravi tali da cagionare discredito alla categoria e da danneggiare l'attività, sia nei rapporti tra spedizionieri che fra questi e gli utenti; si applica inoltre agli iscritti che abbiano subito condanna per violazione delle disposizioni sulle assicurazioni sociali o commesso gravi infrazioni ai contratti collettivi di lavoro;
- sospensione della iscrizione per un periodo non superiore a sei mesi, che si applica per mancanze di maggiori gravità rispetto a quelle indicate in precedenza e nei casi di persistente reciditività;
- radiazione, trova applicazione per casi gravissimi che non consentirebbero l'iscrizione al registro delle imprese.

Le sanzioni previste dall'art.11 di cui sopra, che a norma dell'art. 76 comma 6 del Dlgs 59/2010 consistono nel pagamento di una somma o in un provvedimento di sospensione o inibizione perpetua dell'attività, sono annotate ed iscritte per estratto nel REA (art. 8 DM 26/10/2011).

Avverso i provvedimenti inibitori di avvio o di prosecuzione dell'attività è ammesso ricorso gerarchico al Ministero dello Sviluppo Economico.

Sanzioni

Ai sensi dell'art. 21 della Legge 6/1941 chiunque intraprenda l'attività di spedizione senza essere iscritto al registro delle imprese o continui l'esercizio dopo essere stato radiato (inibizione perpetua dell'attività) è punito ai sensi dell'art. 348 del codice penale.

Chiunque continui l'esercizio durante il provvedimento di sospensione è puntio con la sanzione amministrativa fino a 516,00 euro.

In tutti  i casi in cui i titolari siano sottoposti a procedimento penale, il Prefetto della provincia può ordinare la chiusura dell'esercizio; contro questo provvedimento è ammesso ricorso al Ministero dell'nterno.

 

Commercio all'ingrosso

Ai sensi dell'art. 22 del D.lgs 31 marzo 1998, n. 114, chiunque viola le disposizioni di cui all'art. 5 dello stesso decreto, relative ai requisiti di accesso per l'esercizio dell'attività di commercio all'ingrosso (requisiti di onorabilità), è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.582,00 a 15.493,00 euro.

In caso di particolare gravità o di recidiva il sindaco può disporre la sospensione della attività di vendita per un periodo non superiore a venti giorni.
La recidiva si verifica qualora sia sia stata commessa la stessa violazione per due volte in un anno, anche se si è provveduto al pagamento della sanzione mediante oblazione.

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