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Commercio all'ingrosso

Il commercio all'ingrosso consiste nell'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende ad altri commercianti all'ingrosso o al dettaglio, o ad utilizzatori professionali, o ad altri utilizzatori in grande.

L'attività di commercio all'ingrosso può assumere la forma di commercio interno, di importazione o di esportazione.

Se l'attività è svolta con deposito o magazzino, è necessario che i predetti locali siano in possesso dei requisiti urbanistici e di destinazione d'uso per lo svolgimento dell'attività di commercio all'ingrosso.

L'attività di commercio all'ingrosso non è soggetta a SC.I.A. ma non può essere avviata prima della presentazione della Comunicazione Unica al Registro delle Imprese; pertanto non è possibile denunciare tale attività con effetto retroattivo, come confermato dal Ministero dello Sviluppo Economico con Risoluzione n. 34177 del 09/02/2016.

L'esercizio dell'attività di commercio all'ingrosso, compreso quello relativo ai prodotti alimentari e, in particolare, ai prodotti ortofrutticoli, carnei ed ittici, è subordinato al possesso dei requisiti di onorabilità previsti dall'art. 71 comma 1 del D. Lgs. 59 del 26/03/2010, come modificato dall'art. 8 del  D.lgs. 147 del 6/8/2012 (in vigore dal 14/9/2012) che vanno dichiarati nell'apposita modulistica.

Si riporta di seguito uno stralcio del citato art. 71 del D.Lgs. 59 del 26/03/2010:

"1. Non possono esercitare l'attività commerciale dì vendita e di somministrazione:

a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale e' prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;
e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
f) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza
(N.B. Le Leggi 27/12/1956, n.1423 e 31/5/1965, n.575 sono state abrogate e sostituite dal D.Lgs. 6/9/2011, n.159. I richiami alle citate Leggi si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni contenute nel D.Lgs. 159/2011);

2. ...

3. Il divieto di esercizio dell'attività, ai sensi del comma 1, lettere b), c), d), e) e f) (...) permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena e' stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione.

4. Il divieto dì esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione (...)".

In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti di onorabilità devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e da tutti i soggetti previsti dall’art. 85 del D.Lgs. 159 del 06/09/2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione). In caso di impresa individuale, i requisiti devono essere posseduti dal titolare e dall'eventuale altra persona preposta all'attività commerciale.

 

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